Ok, immaginiamoci per un attimo che questo nuovo governo sia la libera espressione della volontà dei cittadini italiani, e che non sia stato tutto orchestrato ad arte tramite le campagne elettorali dei vari partiti per arrivare, con la manipolazione dell'opinione pubblica (nonché dei voti), ad ottenere una ben determinata situazione politica.
Poi guardiamo la seguente figura.
Ecco, ora qualche dubbio sorge.
Dai, con quell'espressione lì non potete dire che non ne sapesse nulla!!!
Perché erano TROPPI gli elettori di Veltroni che essenzialmente non votavano PER il PD, ma CONTRO il PDL. Quest'osservazione non è una baggianata. Quando agisci contro qualcosa, paradossalmente dai forza a ciò a cui ti opponi. Non ti concentri su quello che vorresti, ma su quello che vorresti non accadesse, quindi comunque spendi i tuoi pensieri, le tue parole, le tue forze in direzione di ciò che percepisci come antagonista. Che niente niente, se è un minimo esperto, sa sfruttare a suo vantaggio tutta l'attenzione che gli rivolgi. Una specie di aikido psicologico.
Se tutto ciò appare molto metafisico e poco pratico, allora passiamo a cose più terra terra. Tipo, chessò, pensare a chi ha riportato in auge la figura di Berlsuconi come "uomo politico" in qualità di interlocutore per il confronto elettorale prossimo venturo. Proprio larghe, queste intese.
Ma non stiamo a guardare al passato, piuttosto rivolgiamoci al futuro. Cosa s'evince da queste elezioni? Semplice: che ha vinto la paura. In tutti i sensi. Ha vinto una coalizione che racchiude in sé gli omertosi, gli xenofobi e fascisti che non hanno il coraggio di definirsi tali (e quindi ripudiati dai fascisti stessi). Hanno paura? E' sul terrore che si basano le loro aspettative? Bene, mi auguro che vengano tutte soddisfatte, dalla prima all'ultima. Come dire: "Avete fatto di tutto per scegliere la barbarie. Volete proprio giocare con queste regole? Ottimo, io sono pronto. E VOI?"
[Premessa: SO che Hanoi è in Vietnam, ma mi piaceva troppo per non metterlo nel titolo, e poi il Vietnam confina a Nord con la Cina. Ed è il Vietnam. Quindi non rompete i coglioni.]
Ciò che il governo cinese sta compiendo è mostruoso. (Nota, GOVERNO cinese, non CINESI.) E' giusto che si parli della repressione in Tibet, e che non si tengano nascosti i responsabili.
E in Iraq?
E in Israele e Palestina?
E nel Kurdistan?
E in Afghanistan?
E in Pakistan?
E nello Sri Lanka?
E in India?
E in Birmania?
E in Thailandia?
E nelle Filippine?
E in Indonesia?
E in Algeria?
E in Sudan?
E in Ciad?
E nella Repubblica Centrafricana?
E in Nigeria?
E nella Repubblica Democratica del Congo?
E in Uganda?
E in Kenya?
E in Somalia?
E in Etiopia?
E in Cecenia?
E in Georgia?
E in Colombia?
Lì la gente non conta un cazzo? No, scusate, perché non me la sentivo di parlare della repressione cinese senza ricordare che la Cina non è la sola nazione a giocare con queste regole.
La Cina non rispetta i diritti civili più basilari, è vero: ed è proprio per questo che la nostra società è satura di prodotti made in China, l'economia del mondo "civile" è fondata essenzialmente sull'inciviltà, sulla possibilità di aprire stabilimenti di produzione dove i lavoratori possono essere ampiamente sfruttati, ancor più di quanto già succede dalle nostre parti. Controsensi della globalizzazione: gli altri non devono permettersi di violare i diritti umani, ma noi non abbiamo problemi a sfruttare il fatto che gli altri violino i diritti umani.
La notizia di oggi: la Cina, come peraltro già hanno fatto Corea del Sud, Giappone e Taiwan, ha praticamente bloccato l'importazione di formaggi italiani, per timore della famigerata "mozzarella alla diossina". I notiziari hanno tenuto a precisare che simili misure ingiustificate possono essere viste come becere barriere economiche atte ad ostacolare l'importazione di prodotti esteri. Sì, vabbé, e quando noi lo facevamo dicendo che dalla Cina arrivavano i polli con l'aviaria? I gamberetti con gli antibiotici? I giocattoli assassini? La SARS? Di nuovo, se sono gli altri a farlo, son brutti e cattivi; se siamo noi, abbiamo sempre le nostre buone ragioni.
Ho visto militari cinesi manganellare manifestanti pacifici, mentre un portavoce del governo parlava di vandali dal viso coperto che danneggiavano negozi. Neanche questa mi suona nuova, sarà che sono di Genova.
Non dico che bisognerebbe smettere di denunciare tutte le efferatezze di cui il governo cinese si macchia le mani, ai danni del suo e degli altri popoli; dico solo che sarei più felice se lo si facesse con meno ipocrisia, meno opportunismo, e meno interessi politico-economici.
A proposito, in Myanmar adesso stanno tutti bene?
(L'elenco dei Paesi sottoposti a conflitti tutt'ora in corso, alcuni dei quali si stanno protraendo da diverse decine d'anni, è stato preso dal sito di Peace Reporter. Consiglio di darci un'occhio, tra le altre cose è anche molto interessante vedere quali sono i Paesi fornitori di armi)
"L'ho sempre detto e lo ripeto ancora una volta: la democrazia, semplicemente, non funziona."
E' questa una delle tante dichiarazioni rilasciate dal repubblicano giornalista dei Simpsons. E a questo punto, con tutto che mi sono sempre battuto perché tutti avessero voce, perché tutti potessero esprimere le loro idee, perché tutti partecipassero attivamente alla vita politica, non mi sento di dargli torto.
La democrazia non funziona.
O meglio: potrebbe anche funzionare, se fosse davvero democrazia. Un po' come il comunismo: se fosse davvero comunismo, funzionerebbe anche. Ma appena ti metti a parlare di comunismo la gente tira fuori Stalin, che nella mia modesta opinione proprio comunista comunista non lo era.
Ma non divaghiamo, il punto è: la democrazia. Democrazia significa "governo del popolo". Nella fattispecie, la democrazia può essere diretta o, come molto più spesso accade, rappresentativa - non potendo tutto il popolo partecipare contemporaneamente al governo di una società, elegge appunto dei rappresentanti che si adoperino in sua vece.
E' qui che salta tutto e la democrazia va a puttane. Perché i rappresentanti sono scelti dal popolo tra individui che NON sono scelti dal popolo, ma dalla cerchia dei rappresentanti stessi. E oggi più che mai questo è evidente, perché le già infelici opzioni tra cui l'elettorato può scegliere si riducono sempre più a due facce di una stessa medaglia.
Questa non è democrazia. Piantiamola. Finiamola. Coloro che sono venuti prima di noi e hanno lottato per i diritti delle generazioni future non sono morti perché noi ci ritrovassimo a scegliere da quale pallone gonfiato farci sodomizzare.
Questa non è democrazia. Essere COSTRETTI a votare uno schieramento che non ci piace per paura che vinca l'altro che ci piace ancora meno, non è democrazia.
Questa non è democrazia. Non poter scegliere uno schieramento che non abbia CRIMINALI e MAFIOSI al suo interno, non è democrazia.
Questa non è democrazia. Una legge elettorale che IMPEDISCE di avere un governo stabile, insultata dal suo stesso firmatario e successivamente lasciata intonsa anche da coloro che al firmatario si opponevano, non è democrazia.
Questa non è democrazia. Ascoltare Gaber che recita "Qualcuno era comunista" e poi DOVER mettere una croce su un partito che è acronimo di bestemmia (perché solo a questo mi viene da pensare quando visualizzo la faccia di colui che ha dato nuova linfa vitale ad un criminale razzista ignorante presuntuoso ipocrita falso opportunista colluso indecente buffone), non è democrazia.
...sto forse facendo del facile populismo? Non lo so. Mi si dirà che sono solo capace a sollevare critiche e a non proporre alternative.
Ma è proprio questo il punto.
Temo che non esistano alternative.
E questa, non è democrazia.
Però.
Volevo vedere se Splinder mi cancellava l'account e invece sono ancora qui, nonostante siano mesi e mesi che non scriva nulla.
Sono stato lontano dal blog per un po'. A fare che? Come dice una canzone:
I've been fighting for my soul
and sometimes it takes a toll
hope one day we'll understand
what it means to hold in hand
what we call a fantasy
but it's nothing but a key
to the world that now we're in
that we call a wicked dream
La canzone nella fattispecie è "The Seven Angels" tratta da Avantasia Part 2, così già c'è pane per i denti di chi vuol dirmi che quest'album fa cacare.
Ad ogni modo, l'altra sera ho avuto modo di incontrare sulla mia via diverse contraddizioni. Ora non mi starò a dilungare sulla natura delle stesse, quanto sul pensiero che mi hanno suscitato. Ossia: "Ma che coglione!", riferito a me stesso.
E' ovvio che incappiamo nelle contraddizioni. E questo perché, semplicemente, è sbagliato in primis il nostro atto di classificare tutto. Le contraddizioni sono un'inevitabile conseguenza.
Dare un giudizio su un evento, un individuo, una situazione è qualcosa che ormai ci hanno insegnato a fare così bene che siamo capaci di farlo anche ad occhi chiusi; anzi, molto spesso lo facciamo proprio ad occhi chiusi! (Stasera ho voglia di usare il grassetto.) Perché partiamo da una nostra opinione elaborata a priori, decidiamo che sia non solo valida, ma addirittura incrollabile, e, cascasse il mondo, ci restiamo attaccati come neanche Gollum quando cade con l'Anello. (Così c'è anche pane per i denti di tutti coloro che vogliono dirmi che detestano Tolkien, il Signore degli Anelli, o che si sono incazzati col film perché a Gran Burrone arrivano gli elfi.)
Ad ogni modo, noi attribuiamo giudizi come le etichette sui prodotti del banco frigo. E poi vediamo che i conti non tornano, e allora ci troviamo davanti una contraddizione. La contraddizione è un ottimo elemento a cui ricorre la vita di tutti i giorni per farci capire che tutte le etichette possiamo attaccarcele là ove non batte mai il sole.
Se avete letto fin qua, vale la pena che, la prossima volta che vi trovate davanti ad una contraddizione, non cerchiate una scappatoia per dare un senso "razionale" al tutto, ma riflettiate un attimo su queste osservazioni. E su tutte le etichette che starebbero bene sui nostri beneamati culi.
Dal mio modesto blog mi permetto di denunciare nuove dichiarazioni rilasciate contro il presidente della CEI, dichiarazioni che peraltro sono state pure pubblicate su un libro che è divenuto un best seller mondiale. (E' proprio vero che non c'è più religione.)
Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno 'Signore, Signore! Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo scacciato demoni e abbiamo fatto molti miracoli.'
Ma allora io dirò: 'Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!'.
(Matteo, 7, 22-23, e vedi Luca 13, 26-27)
Dunque, date all'imperatore quel che è dell'imperatore, ma quello che è di Dio datelo a Dio!
(Matteo, 22, 21, e vedi Marco 12, 17 e Luca 20, 25)
Ad ogni modo Sua Eccellenza non ha nulla da temere e può fare a meno della scorta; il facinoroso che ha pronunciato queste frasi, infatti, è già stato consegnato alla legge e crocifisso.
Giungo a casa da lavoro, accendo la TV e scopro che danno Troy.
La scena che mi si presenta: per ricacciare in mare l'esercito greco, gli arcieri troiani tempestano di frecce incendiarie la spiaggia, facendole ricadere proprio davanti all'accampamento avversario, dando origine così ad una lunga, continua scia di fuoco (e tutto senza napalm). Dopodiché, i figli di Troia fanno rotolare delle grandi balle di fieno giù per il declivio in fondo al quale stanno saggiamente accampati i greci; le balle di fieno, attraversando la scia di fuoco, s'incendiano in un attimo, divenendo letali sfere infuocate che, abbattendosi sulle tende degli Achei, le fanno esplodere.